– vendita di gas (52,4%): 10.7 miliardi di m3 venduti nel 2023;
– vendita di elettricità (29%): 14.512,7 GWh vendute;
– raccolta e trattamento dei rifiuti (10,4%);
– gestione del ciclo integrato dell’acqua (6,2%): raccolta e trattamento delle acque reflue, distribuzione di acqua potabile, ecc.;
– altro (2%): soprattutto gestione dell’illuminazione pubblica.
Dati principali
Fonte: Borsaitaliana.it
Punti di forza
La base di utenti è ampia e diversificata: sono serviti i Comuni nelle Regioni tra le più ricche d’Italia.
Oltre il 50% dei contratti in valore sono regolati, ossia contratti con pubbliche amministrazioni, condizione che fornisce un flusso di cassa stabile e tangibile.
Esiste un alto potenziale di sinergie liberabili dalla gestione di business tra loro simili.
Si dispone di una dotazione impiantistica di primo livello: gli assett in dotazione per numero e contenuto tecnologico costituiscono un vantaggio competitivo concreto.
Il top management esistente è stabile e competente, attento ad anticipare e preordinare i mutamenti che nell’economia di oggi accadono con modalità repentine ed inaspettate.
Dirigenti principali
Presidente Esecutivo – Cristian Fabbri
Amministratore Delegato – Orazio Iacono
Direttore amministrativo e finanziario – Massimo Vai
Direttore ESG – Filippo Maria Bocchi
Direttore Affari Legali e Societari – Mila Fabbri
Direttore della Comunicazione – Giuseppe Gagliano
Direttore Investor Relations – Jens Klint Hansen
Direttore IT – Salvatore Molè
Informazioni sull’azionariato
Patto soci pubblici 45,8 %
Flottante 54,2 %
Il Gruppo Hera ha nella compagine sociale circa 300 investitori istituzionali con in mano circa 400 milioni di azioni, di cui il 21% sono possedute da fondi SRI.
Quando la quota detenuta dal soggetto pubblico è a maggioranza almeno relativa, si parla di società partecipata a controllo pubblico, in quanto il soggetto pubblico avendo la maggioranza relativa dei voti ha controllo delle decisioni.
Quando il settore di attività riguarda i servizi di pubblica utilità, tale società è autorizzata dall’Autorità per l’energia elettrica il gas e il sistema idrico calcolare le proprie tariffe in base ad una remunerazione certa sul capitale investito.
Che la proprietà sia il 100% o il 38% non fa differenza, in quanto ciò che conta è che la quota di maggioranza relativa sia in mano al patto di sindacato pubblico. Tale patto di sindacato ha un organo esecutivo che è il comitato di sindacato di voto dei soci pubblici formato da una decina di Sindaci di altrettanti Comuni con partecipazioni rilevanti. Questo comitato ristretto di fatto detiene le redini della multiutility, sostenendo quali delle politiche societarie proposte da Consiglio di Amministrazione e top management possono essere attuate e rese esecutive. Anche in altre aziende partecipate a maggioranza pubblica italiane, come per es. IREN, A2A, ACEA, ecc. sono aziende pubbliche a tutti gli effetti. In queste aziende chi decide, è il rispettivo patto di sindacato composto di soci pubblici, e quindi sia con loro che con Hera, l’Acqua è già Pubblica
sono: 01. Comune di Bologna (9,993%) 02. Comune di Modena (9,822%) 03. Comune di Imola (7,375%) 04. Comune di Ravenna (6,470%) 05. Comune di Udine (3,055%) 06. Comune di Trieste (4,823%) 07. Comune di Padova (4,803%) 08. Carimonte Holding Spa (2,001%) 09. Gruppo Soc. Gas Rimini (2,001%) 10. Enti della Provincia di Ferrara (2,000%)
L’azionariato dell’azienda comprende circa 200 enti pubblici (circa il 49,4%), circa 400 investitori istituzionali (di cui i primi 20 detengono insieme circa il 20,5%) ed circa 20.000 azionisti privati (circa il 11,1%).
Sono considerati piccoli azionisti coloro che detengono una partecipazione < 1% del capitale sociale.
I piccoli azionisti in numero rappresentano circa il 99% del numero complessivo di tutti gli azionisti. Chiunque di noi, semplice cittadino o azienda (anche straniero), può diventare azionista, semplicemente recandosi in una banca e acquistando delle azioni. Hera Spa è dunque pubblica per i seguenti motivi: 1. è una public company a controllo pubblico, visto che è una società la cui quota di maggioranza è in mano pubblica, e le tutte le fecisioni fondamentali sono prese in assemblea dove la maggioranza dei voti è in mano pubblica; 2. è una public company aperta al capitale pubblico dei privati, visto che essendo chiunque può accedere al capitale acquistando le azioni riservate al cd. capitale flottante quotato alla Borsa valori. 3. è una public company dove il top management è di nomina pubblica, ossia viene nominato di fatto dall’assemblea controllata dal patto di sindacato pubblico- ed esegue la gestione esecutiva con il delicato compito di bilanciare l’ìinteresse collettivo e quello particolare degli azionisti.