30 APRILE 2025

Intervento dell’Azionista Enrico Nannetti
Buongiorno Signori,
intervengo come piccolo azionista, e come utente.
Il punto di vista del piccolo azionista è molto positivo. I risultati dell’azienda rappresentati nella relazione evidenziano una crescita positiva costante, e sono numeri che parlano da soli. Il Gruppo Hera fa impresa, ha divisioni integrate verticalmente, con un proprio know-how, che producono reddito, e il valore viene redistribuito sul territorio.
Lato ROE dell’azionista, la quota capitale è solida, e i dividenti generosi.
Il punto di vista dell’utente rispetto all’azienda è pure positivo. In città si vede il personale e i mezzi all’opera. La copertura del servizio è adeguata. Occorrerebbe trovare il modo di controllare l’operato del personale anche diffondendo tra gli utenti l’applicazione il Rifiutologo.
Ai Sindaci, Il tema non è pulire di più, ma sporcare di meno: si chiede di riaprire in città più gabinetti pubblici, e di mettere delle regole per le deiezioni canine: i cani non possono essere lasciati liberi di defecare nelle piazze, sotto i portici e sulle soglie delle abitazioni. Abbiamo le caditoie dell’acqua piovana… che tra l’altro andrebbero spurgate con maggiore frequenza.
Il bilancio complessivo è dunque molto positivo, e la valutazione si riferisce non solo al 2024, ma ad un percorso di anni, portato avanti con capacità ed impegno, da management cresciuto in azienda, e anche questo va considerato.

Quindi lato azienda, molto bene. Purtroppo, bisogna tenere presente il contesto in cui ci si trova, ed il contesto non è favorevole per il “sistema paese”. Ci sono due visioni di mondo ai ferri corti:
il mondo occidentale che ha natura privata, con a capo i Mercati, l’élite globale finanziaria, e chi lavora per loro, che chiamiamo i Grandi di Davos.
La Grande Asia, il mondo orientale che ha natura pubblica in quanto i grandi monopoli naturali e le aziende strategiche sono pubbliche, con a capo i politici eletti dai cittadini.
L’occidente ha perso la supremazia tecnologica, economica e militare.
Ma ha ancora la supremazia mass mediatica, per cui non vuole fare sapere ai propri cittadini il motivo per cui ha perso terreno, e ha convinto che i paesi della Grande Asia siano delle dittature, dove non si rispettano i diritti umani, i loro popoli sono oppressi, e che ci minacciano e ci vogliono invadere.
In realtà vengono create delle situazioni di ostilità e di quasi guerra, per tenerci divisi, e per fare in modo che non si sappia che nella Grande Asia il livello di vita non è peggiore di qua, c’è molto meno microcriminalità, la vita costa un quinto, e con uno stipendio di là si hanno servizi pubblici efficienti. Tanto più che il gas via tubo della Siberia, costa un quinto di quello via nave americano che vogliono che acquistiamo.
Qual è il vero motivo per cui il modello della Grande Asia è vincente? La verità è che è l’occidente che è rimasto fermo 30 anni, quando i Grandi di Davos hanno usurpato la prerogativa di emissione della moneta agli Stati, che viene prestate a debito allo Stato: per pagare gli interessi, privatizza, aumenta le tasse e riduce la spesa pubblica.
Nella Grande Asia, lo Stato emette moneta e la distribuisce sia per fare opere pubbliche, che la fornisce a fondo perduto sia alle proprie aziende di Stato, che a quelle private. Come se ci fossero simultaneamente centinaia di piani Marshall, di PNRR, di Quantitative Easing, da decenni, in ogni dove.
Lo Stato non è una famiglia, dove non esiste un pasto gratis, ma basta stampare moneta e metterla in circolo nell’economia, fino al raggiungimento della piena occupazione. Tant’è vero che la Grande Asia lo fa da decenni, ed ha una inflazione inferiore all’1% ed un tasso di disoccupazione del 5%.
Tra l’altro la Grande Asia va in Africa e Medio Oriente a costruire opere pubbliche in cambio di risorse -il metodo di Enrico Mattei che andava al 50%- mentre l’Occidente in quei posti va e spara. e quando non spara direttamente organizza da dietro regime change, golpe e rivoluzioni colorate.
I grandi di Davos ci parlano di Europa Unita, ma siccome hanno il pieno controllo dei mainstream media, ci nascondono il fatto che il Manifesto di Ventotene, al capitolo 3 pagine 8 e 9, recita che per un’Europa Libera e Unita occorre che i Grandi Monopoli e le aziende strategiche non possano essere lasciate in mano privata, ma devono essere nazionalizzate. Quindi l’Europa Unita dei padri fondatori prevede un’economia statalista, come quella della Grande Asia. E invece ci troviamo immersi nelle balle che ci calano dall’alto, per cui il sospetto è che il nemico non sia ad est, ma ce lo abbiamo in casa e marcia alla nostra testa.
A questo punto i nostri politici si trovano nella situazione in cui si trovarono i politici nel dopoguerra, in mezzo tra il blocco statalista e quello mercatista… e i democristiani Moro, Dossetti e La Pira se la cavarono egregiamente scegliendo di stare in mezzo, ossia adottare la Terza Via dello Stato Imprenditore, dove la quota pubblica non era del 100%, la nazionalizzazione, ma la golden share, un 30/40%, ed il resto azionariato diffuso.
Per evitare la situazione verificatasi nel 2021-2022 -quando i prezzi dell’energia sono aumentati di 3-4-5 volte, e rischiare che gli utenti non siano più in grado di pagare le bollette- un suggerimento che potrebbe essere utile, è quello di utilizzare i fondi che l’Europa dovrebbe assegnare a breve non per tanto il riarmo, ma per ripublicizzare quote di aziende che sono state privatizzate, ricreando tante società partecipate.
Grazie per l’attenzione, buon lavoro

VERBALE DI ASSEMBLEA STRAORDINARIA E ORDINARIA DEI SOCI DEL 30 APRILE 2025
